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lunedì 11 luglio 2011

Più presto di così



Che fine ha fatto dio questa notte? proprio adesso che avevo bisogno di lui, non lo
trovo, non lo vedo.
Non sarà mai più presto di così, perciò forse è meglio darsi una regolata, qui e adesso.
E se tendono una mano, non domandarti, cosa vogliono da me adesso?
Afferrala, adesso... qui... ora!

Che fine ha fatto dio questa notte? proprio adesso che avevo bisogno di lui, non lo
trovo, non è tra i miei appassionati. In una notte inaffondabile dove non conosce ristoro la solitudine

Che fine ha fatto dio questa notte? proprio adesso che avevo una domanda per lui, non lo sento col suo passo pesante e la sua bocca impastata di whisky e di beatitudine.

Che fine ha fatto? Poteva almeno pagare il conto prima di andarsene...

sabato 12 giugno 2010

Qualcosa nella notte - Bruce Springsteen



"Quando abbiamo trovato le cose che amavamo, erano distrutte e agonizzanti nella polvere. Abbiamo cercato di raccoglierne i pezzi, e allontanarci senza essere feriti, ma ci hanno raggiunti al confine dello stato, e hanno bruciato le nostre macchine in un ultimo combattimento, e ci hanno lasciati scappare bruciati e accecati, a inseguire qualcosa nella notte" (Bruce Springsteen)

Credo esista un momento nella vita di ogni Uomo, di un artista, che altri potrebbero definire, stato di grazia... A me piace iniziare da una notte di insonnia e da quello che probabilmente è stato il testo che più di ogni altra cosa, (ma ho letto anche una mezza dozzina di libri, Il Processo di Kafka, Mody Dick, Delitto e Castigo, e altri due o tre di cui al momento mi sfugge il titolo) ha segnato il percorso umano ed artistico emozionale.

Sapete, basta allertare le proprie antenne e lasciar scorrere la vita nel flusso sanguigno, c'è qualcosa di più che l'alcool, le sigarette o gli stupefacenti. C'è il trillo del sentire pacato, in una notte narcotica come questa, e fidatevi pure, le vere storie possono iniziare solo in un momento come questo.

Ero addormentato a letto, in una culla umida e senza tempo, vagavo a ritroso, fra i miei pensieri facinorosi: ho sempre amato momenti come questi, vita a tavoletta, storie di ordinaria emarginazione, ma non parlo di solidarietà verso i fratelli dell'est o del nord africa, parlo, nello specifico, dei miei commilitoni, delle truppe di fanteria dell'outbound, gente valorosa sti ragazzi dei call center, con le loro "inutili" lauree umanistiche appese ai muri delle case natie.

Sono con voi ragazzi! E vi svelo un segreto, sono sempre stato dalla vostra parte, da quando quell'estate mi preparavo economia aziendale, col letto fuori dal balcone.
Ci sono state notti, come questa, in cui niente sembrava potesse davvero cambiare, dove era oscuro il significato della strada; e ci sono stati momenti di sconforto, ma non è questo il momento in cui ci arrenderemo, non ancora, c'è la breccia da tenere e Oh Notte, colpiscimi pure coi tuoi spasmi, sono in piedi come un soldato a tenere il tempo, e non mi piego al tuo volere, ho smesso di sognare un mondo migliore, voglio mordere questo momento e prendermi un pezzo di ciò che spetta a me, a noi, posso davvero dirlo?
Questo è il nostro giorno, e questa è la notte in cui dai nostri compromessi nascerà il destino, il nostro domani altro. Questi sono i miei tempi. Questo è ciò che ero. Ricordate e fatelo con orgoglio, di ciò che ero, che pensavo e che sono stato.
Ho sempre amato la vita e la libertà e non ho mai voluto compromessi. Il futuro è dentro di noi e sorride del nostro migliore presente. Basta avere fiducia, chiudere gli occhi e assaporare la brezza che corre sulla nostra pelle nuda, bella e non ancora del tutto corrotta.

sabato 6 febbraio 2010

Salutiamo la pioggia



Salutiamo la pioggia,
ancora una volta
ancora una notte

Angeli caduti in una danza rituale
corrono per le strade di periferia
Una luce al neon disturba la mia malinconia
e la voce di un Poeta si leva oltre la sfera del dolore

Questa notte ci sono ragazzi dell'est che gridano la loro rabbia. Li puoi sentire:- Presta orecchio e abbassa il volume del tuo stereo, perchè quel finto dolore venne registrato in uno studio tanto tempo fa

Salutiamo la pioggia,
ancora una volta
ancora una notte

Mi sento come se dovesse accadere qualcosa, ma la mia Musa è sparita in un parcheggio con un amante occasionale

E mi ritrovo da solo sotto questo diluvio, sotto questo dolore possente c.-ch.-ché scc-ohorre oltre le mie vene

Camminerò ancora un pò sopra me stesso e con scarpe inadatte tenterò una danza tribale di Benessere & Redenzione

Salutiamo la pioggia,
ancora una volta
ancora una notte

Alzati Oh, Regina di Sabba!
E donami splendore
E donami coraggio
per resistere alla mia vacuità
e allo sconforto

giovedì 14 gennaio 2010

Calabria Minimum Zero



Era una notte balorda e belluina. Turno di lavoro: 16-24
Con la certezza che di lì a breve avrebbero mandato tutti a casa, a poltrire nelle loro impalpabili vite di periferia. Le commesse, si sa, a gennaio diminuiscono. Tutti a casa, e via! Tanti saluti e grazie, e almeno lo spumante e il panettone, li avevano bevuti e portati a casa.

Demetrio quella sera si sentiva come un atleta a fine carriera, ma senza alcuna carriera alle spalle su cui far riposare le proprie inquietudini.

C’era aria di disfacimento, fuori la solita agenzia di volantinaggio, reclutava ragazzi senza sogni per una vita di intemperie, piedi doloranti e paghe ridicole… Ma così, continuando a vivere sotto il tetto dei genitori, anche loro a fine mese si sarebbero comprati un paio di Hogan nuove...

In quel periodo Demetrio ascoltava spesso "Ten Million Slave" di Otis Taylor e "Impossible Germany" dei Wilco, senza capire bene, forse per quel fraseggio aereo di chitarra che lo portava lontano da quelle cuffie, da quel caldo surreale e dalla condizione di precario senza avvenire…
Ci sono canzoni che ti salvano la vita, come Born to run, Thunder road o Like a rolling stone… Durante la sua inquieta e ansiosa adolescenza si era fatto salvare dal bardo di Freehold… Con la promessa di trovare le chiavi del mondo dentro uno sporco cofano di una vecchia auto parcheggiata

"Lavorare la sera di Natale è come assistere ad un delitto perfetto. Tutto ciò che abbiamo desiderato ci verrà negato con un sorriso sulle labbra". Ma Demetrio sta lavorando oggi per evitare di pensare, a ciò che era, e che sarà anche domani

Una dolce rinuncia bagnata da spumante e griffata Cinzano e Bauli. "Almeno il panettone ce lo siamo mangiato!" Demetrio adesso prova grande empatia per i suoi clienti, sono tutti degli alienati tirati su a forza di spot televisivi su merendine e bibite gassate...

Demetrio ingolla un altra capsula di ginseng, un cracker e un sorso di acqua minerale. Calabria Minimum Zero, una confusione eccellente assale i suoi compagni di linea. Qualcuno lì dentro ha gia smesso di sognare, altri aprono distrattamente un'esigenza mentre fuori fioccano come pallottole nel vento i fuochi d'artificio. Qualcuno sta sfogliando la sua copia di QuattroRuote, sognando l'auto che non riuscirà mai a comprare. E le ragazze leggono Novella 2000, Chi, o Visto, mentre qualche provocatore invisibile sta leggendo a piccoli singhiozzi Fabio Volo, Travaglio o una biografia su Faber

Ed è gia ora di tornare a casa, domani si lavora lo stesso qui, 14.30-22.30, turno infame, parafrasando Tarantini, soltanto vigliacchi senza gloria...

(CONTINUA)

martedì 29 dicembre 2009

Minimal Lager - Southern Accent



A Real Minimal Lager Point Of View

"There's a southern accent, where I come from the young 'uns call it country / The yankees call it dumb I got my own way of talkin'/ But everything is done, with a southern accent Where I come from" (Tom Petty)

Tariffe poco convenienti per poeti di periferia/ Operatori della notte con un’aria rassegnata, tornano a casa, dopo una battaglia combattuta col mouse e la cuffia. Oggi mi sento minimal lager, e forse è meglio così, credo. Berrò un bicchiere d'acqua tonica e fumerò una Camel light per stendere i nervi dello stomaco.

Ancora una domenica in questo mondo sommerso / Ancora un barbaglio di vacuità. Il Minotauro stavolta ha preferito il petto di pollo fritto, visto che la coscia se l’è presa il Bardo di Allimarr

"Quattro polli fritti e una Coca" diceva John Belushi

E cosa resta del nostro Natale, a parte lo spleen dell'infanzia, e la mia copia di Vanity Fair ancora nel cellophane - A parte me, il mio sconforto e la mia voglia di rivalsa

Sono Cosce di pollo fritto all’inferno, è il ritorno di Tom Petty e il ricordo di una casa al mare radioattiva e l’intenso moto orizzontale di reti ortopediche da modellare su plot degni del miglior Ballard mediterraneo

Sono schede pre pagate (da attivare) in questa deriva di continente spento, ma ancora una luce è accesa qui e brilla un lume da dietro quella finestra, c’è ancora speranza, c’è ancora magia, per me / Mentre la team leader di Mileto mi osserva dal filtro della sigaretta con la benevolenza di un aguzzino.

Sono sceso per le scale sicuro che ti avrei incontrato in quella cucina infestata da spettri di rivalsa in una notte mediterranea / Il tuo modo di danzare sopra le mie ambizioni, mai così evanescenti, e il mio zoppicante destino / Cucina di lirico trasporto, velivolo fatato in questo oblio che chiamiamo notte / Fermate quel folle al volante di una Rover nera del '97!

Oh, luce eterna di consapevole Redenzione / Non è un paese per Minotauri questo oggi e Tonino lo sa! Oggi sopravvive solo l'anti-eroe minimal, il trapezista del foglio, il virtuoso della cuffia...

Otto ore di pc e ancora sono qui a martellare su questa tastiera, mentre fuori il vento ulula selvaggio e ruggisce la pioggia sopra la mia noia e il mio inappagato ego celestiale e demente che vaga come un matto in libera uscita... And Come On Up For Rise Up!!!

(Continua)