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domenica 16 gennaio 2011

Berlusconi maschera tragica italiana


“Sono intelligente quel tanto che basta da circondarmi di persone intelligenti capaci di risolvere i miei problemi” (James Cameron)

“Forse sono stato troppo malevolo prima, quando l’ho chiamata pirata.” “E io forse troppo benevolo quando ho detto che non lo ero. Ma cerco di vivere nel presente. Dove i fantasmi di vecchie colpe non hanno posto. E lei?” “No, io non credo ai fantasmi anche se ne ho viste tante in vita mia.” ”Il suo passato la tormenta.” “Vanità, orgoglio… errori che mi sono… mi sono costati una persona cara.” “E adesso si getta nelle braccia del pericolo.” “Oh, le vecchie tigri presentendo la fine raddoppiano di ferocia. E cadono combattendo!"

Silvio Berlusconi è la maschera triste della vecchiaia, di quella vigoria che svanisce. Il vecchio leone ferito che continua ad essere feroce. Nichi Vendola sostiene che la vera bellezza è invecchiare, cambiare, contro gli olimpi pacchiani di Dioniso e che la bellezza ha a che fare con il buono, con il giusto e con il vero? Ah si? Quindi una persona a cui puzza l’alito.. non è sgradevole, ma sa dell’afrore sepolcrale di bellezza, per dirla alla Vendola… mah…

Invece la bellezza è essere giovani, quella reattività virile e possibilmente eterosessuale, e per me la bellezza è sinonimo di artificio, costruzione e arte dell’inganno. Il teatro è bellezza, la pittura è bellezza! Il Dottor Silvio Parnassus, l’uomo che volle ingannare il Diavolo, è qui per voi, può farvi ridere, ma spesso piangere, può farvi riflettere sul vostro egoismo, che lui sa vivere con impavida disinvoltura. Berlusconi è un padre, un figlio, un demone perduto tra i meandri della sua psiche, chiede amore e resa incondizionata, ma genera più spesso odio e conflitto. E non ha lo spessore del grande statista, ma ricorda piuttosto un consumato attore, un anchorman sul viale del tramonto, fra festini pazzi, bunga bunga e minorenni pronte a danzare sulla propria innocenza… Io mi reputo una persona schietta e le persone così spesso subiscono il fascino delle pop star, siano essi sportivi, politici o musicisti, è il carisma del Capo… diciamo…

Il Creatore venditore di sogni, ovvero Ciarlatano Mago di Oz

Vengo da una famiglia di sinistra, come molti di voi, e da piccolo ho imparato parole come solidarietà, progresso, rispetto ed empatia. Bene, la mia empatia da trentenne solitario, imbolsito e con problemi genetici di calvizia, va ad un Uomo, che nel corso degli ultimi 18 anni ha rappresentato meglio di chiunque altro il paese che io amo dove mi piacerebbe morire. Il paese è l’Italia. La persona è Silvio Berlusconi e se volete realmente guardare in faccia che cosa siamo diventati, dovete rispecchiarvi nel volto dell’uomo che guida il Vostro Paese!

Perciò se anche voi condividete l’ideale di bellezza, ricordate che dietro questa maschera tragica, questo novello Meneghino, finto e plastificato, ci sono dolori, rinunce e una consapevole maturità del giovane che voleva essere, ma non è stato, perché il tempo è sfuggito… inesorabilmente… (come direbbe Vendola! )

Ma soprattutto c’è umanità, caduta, La decadenza di un uomo virile non è mai una cosa bella da raccontare o da vivere e noi purtroppo in questa epoca fin troppo mediatica, stiamo vivendo tale fenomeno che è dei più slabbrati, epici e botulini della storia occidentale moderna.

A Berlusconi gli invidio due cose il suo sfrenato vitalismo, ma soprattutto il suo danaro, le sue ricchezze sconfinate e una donna che ha perduto forse per sempre come Veronica Lario, perché anche io amo le donne di sinistra, quelle come lei eleganti e sofisticate che nascono nella terra e si nascondono dietro le Lune di Pandora!

… e riprendiamola in mano, riprendiamola intera riprendiamoci la vita, la terra, la luna e l’abbondanza! (Claudio Lolli)

domenica 26 settembre 2010

Gandhi era dipendente Telecom Italia



Nella vita uno mica se lo sceglie il lavoro. Passi la tua adolescenza su un campo di calcio a correre sopra e sotto su quella dannata fascia, facendo cross che poi quella mezza sega di attaccante che ti ritrovi in squadra non è capace di convertire in goal. Mica è sempre facile, direte voi, giusto? Qualche volta la cazzimma ti ha portato a dribblare tutto e tutti, inclusi i gufaggi del tuo mister, che non sia mai detto: "Quello lì terzino deve giocare, non spariamo minchiate! E' basso! Mo' che faccio? Mi metto uno basso lì davanti?!?"

Gianfranco Zola, Vincenzo Montella e Totò Schillaci erano tutti giganti, infatti, vero? Ma nella vita uno il suo ruolo non se lo sceglie. Prendete il mio caso. Volevo fare il giudice io; mettere le cose a posto, dare ordine e disciplina in questo marasma di sistema, che poi io mica l’ho capito perché è tutto così incasinato! Che lo sapete voi, per caso?

Insomma, magari giudice era un po’ troppo, papà faceva il postino, e da quello che mi dicono bussava almeno tre, quattro volte, e non sono solo storielle. A me è andata molto meglio però: dopo aver attaccato le scarpette al chiodo sono diventato uno che conta. Che lavoro faccio? Eh, ma come, non lo avete già capito?

Aho, siete de coccio, però: faccio l’amministratore di condominio. Sissignore, non è cosa da tutti, ma sono sempre stato un po’ "amorevole testa de cazzo", me lo dico da solo, e così facciamo prima. Credo che nessuno nella vita possa scegliere il proprio mestiere. Ho sentito dire che anche il nostro Premier, il Silvio Nazionale, avesse altri progetti “in testa”; tipo voleva essere il Charles Trenet italico, mi pare.

Figuratevi. Io volevo essere il nuovo Falcao, ma il destino ha voluto scegliere una strada diversa, e una caviglia intera almeno mi è rimasta, problemi non ce ne sono, se è per questo...

Ogni mattina ti svegli, dai un bacio alla tua compagna e scendi in trincea, perché non è un lavoro per moscibecchi l’amministratore di condominio. E io non sono né babbo natale né il presidente del consiglio, e anzi come dico ogni giorno: “Gandhi non era certo un amministratore di condominio, ma io, Carmine Arbusti, invece si, e credetemi se ve lo dice uno che non per niente mica è gandhiano convinto: voto per quello che voleva fare il Trenet italiano e ne son fiero, io!