sabato 31 ottobre 2009

“Ultimo tango a l’Heartbreak Hotel” – Halloween Break




“Ultimo tango a l’Heartbreak Hotel” – Halloween Break

Elvis Spectrum’s Dream - (A real american dream)

“If only angels will get organized along the lines of the Memphis Mafia”

Sono qui da solo, guardo la tv mentre suono un basso Fender. Parlano di cinema in un mondo che è gia finzione e la mia vita è sempre stata una pellicola di serie B

Ieri sera sono uscito tardi, con la mia cadillac rossa, sono tornato a casa in taxi. Ho conosciuto un tipo in gamba e mi sentivo generoso nei confronti della vita.

La solitudine accompagna le mie risate, ho bevuto una bottiglia di bourbon con Terry Southern, la settimana scorsa. Mi parlava del suo ultimo set e delle risate autentiche di Slim Pickens, attore, cascatore e cowboy da rodeo. E del resto è quello che faccio anche io ogni notte sul palco, sono un cascatore da rodeo col mantello bianco...

E quel talentuoso filmaker di New York: mi piacerebbe molto lavorare per lui, anche se il Colonnello l’ha reputata una pessima idea… Eppure sento che sarebbe in grado di catturare il mio potenziale, e sarei stato perfetto in quel film sulla Bomba, magari avrei potuto accennare un pezzo alla chitarra prima della fine tipo “Love and Napalm: Export U.S.A”

E’ la notte di Halloween. Siamo nel 1964, notte di streghe e di pagliacci camuffati da rocker, notte di falchi e di poiane. E sto attraversando questa notte come una lama nel burro. L’orologio dell’apocalisse segna un quarto alle undici PM.

Ancora una volta il mio mantello di pelle nera splende sotto questi lampioni che portano rispetto per il Re. E' una giungla d’asfalto e io sono l’unico guerriero disposto a perdere, a lottare e a rinunciare a qualcosa…

Ma non sono così sprovveduto come alcuni pensano, sto leggendo Tucidide e Sofocle e proprio attraverso l’Aiace ho capito quello che sta facendo il Colonnello della mia carriera… Ma ragazzi, non temete, sono il clown con la sua risata migliore, quella più perfida, del poroporoponponpero e di tutti i be bop a lula del mondo.

See these eyes so green I can stare for a thousand years / Colder than the moon It's been so long / And I've been putting out fire with gasoline on my Cadillac Eldorado, oh yeah!

Kurt Vonnegut, autore, patriota e audace ballerino della prosa, ha detto che l’umorismo è una reazione fisiologica alla paura, alla disperazione della vita e della morte, alla grande mietitrice che ogni giorno si affaccia alla nostra porta con aria sorniona come un aguzzino col suo bocchino di sigaretta, eterna alleata nel nostro sogno di sopravvivenza. E dalle murder ballads dei pionieri alle tragedie degli achei, la costante resta la provocazione...

Riot on a empty street full of fitch / Yeah I think this is last tango on Heartbreak Hotel / I can see the pain that you're frightened / No hidden catch No strings attached

E porterò con me soltanto un rimpianto mi sarebbe piaciuto cantare quella canzone scritta da un ragazzo del Minnesota, quella sul ladro e sul giullare, la migliore song sull’Apocalisse...

Fra qualche tempo canteranno di me e del mio costume, da Roma a Tokio, da Liverpool a Kathmandu, da Saigon a Berlino. Mi piacerebbe suonare per i nostri ragazzi laggiù in Indocina.

E Don il biondo, un altro ragazzo con un sogno e un southern accent dirà che “It ’s good to be king”. Nulla è più complicato ed evanescente della semplicità…

“È nel conflitto fra sensibilità ed erezione che nasce l’arte” e qui non c’è più nessun conflitto per me. Ho il frigo pieno e ho smesso di pagare il prezzo per ciò che sono, che ero e che sarò!

Aiace, mio signore, d’un destino fatale, ineluttabile, non c’è male più grande per gli umani. Anch’io nacqui da un padre libero, possente come pochi tra i Frigi per ricchezza. E adesso sono schiava: così vollero i Numi e più di tutto la tua forza. Ebbene sono entrata nel tuo letto e non penso che a te!

Oh, mia povera Tecmessa! La fortuna chiama, avanzo uscendo dalle ombre verso il mercato, mercanti e ladri, assetati di potere, la mia ultima mano andata via

Colonnello! Colonnello! Non ho più bisogno della tua organizzazione, ho lustrato quelle maledette blue suede shoes, ho smosso le vostre montagne e segnato le vostre carte ma il paradiso è in fiamme, o vi preparate ad essere eliminati oppure i vostri cuori devono avere il coraggio per il cambio della guardia. Pace verrà con tranquillità e splendore su ruote di fuoco ma non ci porterà ricompense. Quando i falsi idoli di lei cadranno ed una morte crudele si arrenderà con il suo fantasma pallido che batte in ritirata tra il Re e la regina di spade

“And I made up lies, so they all fit nice, and I made this sad world a Paradise”


Credits

Bob Dylan – Changing of the guards / All along the watchtower
David Bowie – Cat People (Putting out fire) / Kurt Vonnegut – A man without a country
Depeche Mode – Free Love / Kings of Covenience – Riot on a empty street
James Ballard – The Atrocity exhibition / Tom Petty – It’s good to be a king
Watchmen - Alan Moore / Sofocle - Aiace
Dr Strangelove – Stanley Kubrick / Elvis Presley – Heartbreak Hotel

lunedì 19 ottobre 2009

Sono io in quel bar - Waits Break



"Sono io in quel bar - Waits Break"

" Fui concepito una notte di maggio in un motel californiano, tra una bottiglia rotta di bourbon e una Lucky Strike incenerita, vicino agli avanzi di un tramezzino al tonno, e nacqui otto mesi più tardi sul sedile posteriore di un taxi"

Questa breve gag, che Tom Waits ama spesso raccontare, descrive in modo esauriente il cantautore-attore californiano. A mezza strada fra un crooner di Marte e uno chansonnier ubriaco di Kurt Weill, il Nostro ha costruito nell'arco di oltre 35 anni di carriera artistica, un percorso unico e indissolubile, legato alla canzone, al cinema e al teatro.

Come non ricordare i suoi capolavori "Blue Valentine", Rain Dogs" "Mule Variations" e la sua operachi romantico di "Franks Wilds Years".

Anche al cinema Waits è molto legato, ricordiamo almeno le sue apparizioni in "Short Cuts" di Altman, "Dracula" di Coppola e "Daunbailò" di Jarmush.

In questo momento possiamo vederlo nei panni del Diavolo in "Parnassus" di Terry Gilliam.

In novembre sarà poi la volta del suo nuovo disco live "Glitter And Doom", a testimonianza del suo ultimo tour. Sono sedici tracce che descrivono un percorso artistico ed umano senza precedenti...

Il 7 dicembre l'artista di Pomona compirà 60 anni

martedì 6 ottobre 2009

Kafka Breaks # 2 - Riflessioni per un cavaliere



Kafka Breaks # 2 - Riflessioni per un cavaliere

Nulla, a pensarci bene, può spingere uno a essere il primo in una corsa dei cavalli. Il vanto di essere riconosciuto come il miglior cavaliere di una provincia, rallegra appena si scatena l'orchestra, troppo, perchè la mattina dopo si possa evitare di pentirsene. L'invidia degli avversari, di genti astute e abbastanza influenti, ci procura dolore nello stretto corridoio, che ora percorriamo a cavallo verso quel ripiano, che poco prima era vuoto, salvo alcuni cavalieri arrotondati, che disegnavano il loro piccolo profilo sull'orlo dell'orizzonte.
Molti amici nostri si affrettano a ritirare i loro guadagni e solo dietro le spalle ci gridano il loro evviva dagli sportelli lontani; ma i migliori amici non hanno puntato affatto sul nostro cavallo, perchè temevano di doversela rifare con noi, se perdevano; ora che il nostro cavallo è arrivato primo e loro non hanno vinto, si voltano quando si passa e preferiscono guardare le tribune. I concorrenti, dietro a noi, saldi in sella, cercano di misurare la disgrazia che li ha colpiti e l’ingiustizia che viene fatta loro in quel modo: assumono un aspetto disinvolto, come se dovesse avere inizio una nuova corsa, fatta sul serio, dopo questo giuoco da ragazzi.
A molte signore il vincitore appare ridicolo, perché si gonfia senza sapere poi come contenersi dinanzi a tutte quelle strette di mano, saluti, inchini, cenni da lontano, mentre i vinti stanno a bocca chiusa e battono sul collo dei loro cavalli che quasi nitriscono. Infine comincia addirittura a piovere dal cielo che si è fatto scuro.

…(E) è la stessa cosa essere presidente del consiglio e lavorare in un call center, meglio essere inutile che necessario...